La città romana
Quale fosse l'esatto perimetro urbano della città romana di Mantova non è ancora ben chiaro.
Le mura urbiche note nel tratto occidentale e meridionale sono quelle della cinta tardoantica ed altomedievale Esse racchiudevano quella che in età medievale sarà definita “civitas vetus” , area probabilmente simile a quella dell'abitato etrusco, e di minore estensione rispetto alla città tardo repubblicana e di età imperiale.
L'impianto della città romana dovette essere definito dopo il 49 a.C., con l'acquisizione della cittadinanza romana e la trasformazione in municipium . E' probabile che in quel momento sia da collocare un ampliamento della città, come testimoniato dai ritrovamenti archeologici.
Non molto è noto della rete stradale romana: tratti di basolato sono venuti in luce dal XIX secolo in poi in Via Broletto e in Piazza Sordello. Nel 1988, nel vano che collega il cortile degli Orsi a quello del Frambos, in Palazzo Ducale, sono stati rinvenuti quattro basoli disposti in direzione est/ovest.
La scoperta più importante risale a questi ultimi anni, quando nell'estate del 2008, in Piazza Santa Barbara, venne in luce un tratto di basolato lungo quasi quattro metri.
Sulle aree funerarie della città ci si può esprimere solamente a livello di congetture: una necropoli, probabilmente gravitante su una strada antica, era ubicata in un'area compresa fra Via Pomponazzo, via Orefici e via Frattini. Stele ed epigrafi frammentarie riutilizzate nelle strutture di chiese e edifici, resti di mausolei ritrovati reimpiegati nelle mura urbiche tardoantiche, indicano l'esistenza di un'area funeraria monumentale, d'incerta ubicazione. Una necropoli di periodo tardo è testimoniata dalle sepolture in anfora di Via Corridoni.
Non molto è noto degli edifici presenti all'interno della cinta urbana.
Sono state individuate domus in Via Tazzoli, Via Accademia e Via Cavour, e nell'area compresa tra Piazza Paccagnini, già Paradiso, e la discesa a Piazza Santa Barbara.

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Comitato promotore
Carla Di Francesco
Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia
Raffaella Poggiani Keller
Soprintendente per i Beni Archeologici della Lombardia
Andrea Alberti
Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Brescia, Cremona e Mantova
Fiorenza Brioni
Sindaco di Mantova
Paolo Gianolio
Assessore alla Cultura del Comune di Mantova
Enrico Voceri
Presidente del Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te
Comitato tecnico - scientifico
Cristina Ambrosini
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia
Elena Maria Menotti
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Daniele Rancilio
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Brescia, Cremona e Mantova
Ugo Bazzotti
Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te
Progetto museografico e allestitivo
Giovanni Tortelli Roberto Frassoni Architetti Associati
Calcoli strutturali
Marco Maschio
Realizzazione
Lamparredo s.r.l.
Scavi archeologici
Società Archeologica Padana srl
Restauri
Consorzio Arkè
Maria Chiara Ceriotti
Video
Guido Bazzotti
Direzione Lavori
Giovanni Tortelli con
Daniele De Santis
Paola Pintossi
Segreteria organizzativa
Daniela Sogliani
Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te
Segreteria tecnica
Pierpaolo Consoli
Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te
Ringraziamenti
Fabio Arvati, Morena Barsoni, Luisa Battaglia, Daniele Battistello, Giuliana Casadio,
Gabriella Dal Monte, Michela De Munari, Gino Famiglietti, Marta Fantoni,
Elia Gadeschi, Maria Giulia Longhini, Francesca Maccarinelli, Fabrizio Magani,
Marzio Malagutti, Paola Menabò, Gianni Naoni, Alessandro Polo,
Luciana Pomari, Luca Rinaldi, Alberto Rosignoli, Bruno Sanguanini, Umberto Spigo,
Gian Paolo Tosoni, Filippo Trevisani, Mario Turetta, Anna Valotti, Ildebrando Volpi |
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