Il monumento
Sono stati identificati limiti di un grande ambiente di m² 46,50, lungo in senso E-W circa m.8,00 e largo in senso NS m. 5,80, con pavimentazione musiva bianca con bordura a treccia policroma, e di un altro ambiente con mosaico figurato, lungo m.5,10 e largo m.3,30, conservato per m²4,80, posto a nord del precedente. Un terzo ambiente, che corre sul lato sud di entrambi e che presenta un pavimento cementizio bianco, e un quarto, posto a nord dell'ambiente con mosaico figurato, e con pavimentazione in cocciopesto, sono stati scavati solo parzialmente, rispettivamente per una larghezza massima di m.2,10 e una lunghezza di m.9,00 il primo, e di m. 2,00x1,00 circa il secondo.
Nel corso degli scavi sono stati individuati alcuni muri, sia in fondazione, sia come trincee di spoliazione, che definiscono il perimetro dei due ambienti principali. Si tratta sempre di muri divisori e non è stato individuato nessun muro perimetrale dell'edificio.
Il fabbricato doveva estendersi anche in direzione sud, e pertanto è possibile che si conservi ancora sotto l'attuale Via Tazzoli.
In età tardo antica la domus dovette subire un processo di degrado , contestualmente al quale iniziò un utilizzo “povero” dell'area, provato da una serie di buche che, come accade di frequente, hanno interessato in alcuni punti i muri e i pavimenti.
Questi tagli, ampi e irregolari, furono utilizzati come fosse di scarico; essi permettono di collocare l'utilizzo dell'area ancora nel periodo tardo antico e altomedievale, dato che e il materiale qui ritrovato appartiene a tale ambito cronologico.
Alla piena età medievale risale la struttura muraria in ciottoli, della quale è stato messo in luce l'angolo sud-est. Si tratta con tutta probabilità di uno degli edifici sacri che sorgevano nell'area. Secondo la tradizione potrebbe forse trattarsi della chiesa di Sancta Maria Mater Domini , edificio testimoniato dalle fonti e in essere sicuramente nell'XI secolo.

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Comitato promotore
Carla Di Francesco
Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia
Raffaella Poggiani Keller
Soprintendente per i Beni Archeologici della Lombardia
Andrea Alberti
Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Brescia, Cremona e Mantova
Fiorenza Brioni
Sindaco di Mantova
Paolo Gianolio
Assessore alla Cultura del Comune di Mantova
Enrico Voceri
Presidente del Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te
Comitato tecnico - scientifico
Cristina Ambrosini
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia
Elena Maria Menotti
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
Daniele Rancilio
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Brescia, Cremona e Mantova
Ugo Bazzotti
Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te
Progetto museografico e allestitivo
Giovanni Tortelli Roberto Frassoni Architetti Associati
Calcoli strutturali
Marco Maschio
Realizzazione
Lamparredo s.r.l.
Scavi archeologici
Società Archeologica Padana srl
Restauri
Consorzio Arkè
Maria Chiara Ceriotti
Video
Guido Bazzotti
Direzione Lavori
Giovanni Tortelli con
Daniele De Santis
Paola Pintossi
Segreteria organizzativa
Daniela Sogliani
Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te
Segreteria tecnica
Pierpaolo Consoli
Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te
Ringraziamenti
Fabio Arvati, Morena Barsoni, Luisa Battaglia, Daniele Battistello, Giuliana Casadio,
Gabriella Dal Monte, Michela De Munari, Gino Famiglietti, Marta Fantoni,
Elia Gadeschi, Maria Giulia Longhini, Francesca Maccarinelli, Fabrizio Magani,
Marzio Malagutti, Paola Menabò, Gianni Naoni, Alessandro Polo,
Luciana Pomari, Luca Rinaldi, Alberto Rosignoli, Bruno Sanguanini, Umberto Spigo,
Gian Paolo Tosoni, Filippo Trevisani, Mario Turetta, Anna Valotti, Ildebrando Volpi |
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