Il restauro

Stato di conservazione

Alla scopertura, il mosaico si presentava in precario stato di conservazione: le tessere lungo tutte le fessurazioni erano prive di adesione al supporto e vi erano lacune ed estese decoesioni nel manto musivo. Gran parte del tessellato era tenuto insieme da strati di terra di scavo su cui si erano insediate colonie di alghe a causa delle condizioni di umidità in cui si trovava il manufatto. Le tessere nere erano alterate in superficie e si presentavano di un colore grigio mentre alcuni punti del manto musivo erano ricoperti da spessi strati di concrezioni calcaree.

Sintesi degli interventi

Ricollocamento e consolidamento delle tessere completamente distaccate o in precario stato di conservazione.
Pulitura della superficie musiva.
Riempimento delle cavità con malta di composizione analoga a quella originale.
Grazie alla presenza di ampi brani di originale, si è ricostruita la treccia danneggiata ricollocando le tessere originali su di una nuova malta d'allettamento.
Trattamento di tutta l'area di scavo con un prodotto biocidi.
Stuccatura dei bordi delle lacune e delle mancanze negli strati di cocciopesto.

Tecniche d'esecuzione

Su di uno spesso “vespaio” a ciottoli, un doppio strato di malta di cocciopesto funge da supporto alla malta d'allettamento delle tessere, di pochi millimetri di spessore, in calce idrata, con pochissimo inerte. In corrispondenza del pavimento a mosaico figurato si possono leggere le stesure della malta per “giornate”, mentre il disegno preparatorio “a fresco” è visibile sulla malta d'allettamento, laddove si sono perdute solo le tessere. Queste ultime sono in materiale lapideo, di dimensioni variabili tra gli 8 e i 10 mm . Nelle parti a decorazione geometrica e molto più piccole e irregolari in corrispondenza delle due figure. Per l'esecuzione dei capelli della figura femminile, sono state utilizzate piccolissime tessere in pasta vitrea color bruno scuro.

 

 
Comitato promotore

Carla Di Francesco
Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia

Raffaella Poggiani Keller
Soprintendente per i Beni Archeologici della Lombardia

Andrea Alberti
Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Brescia, Cremona e Mantova

Fiorenza Brioni
Sindaco di Mantova

Paolo Gianolio
Assessore alla Cultura del Comune di Mantova

Enrico Voceri
Presidente del Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te

Comitato tecnico - scientifico


Cristina Ambrosini
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia

Elena Maria Menotti
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia

Daniele Rancilio
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Brescia, Cremona e Mantova

Ugo Bazzotti
Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te

Progetto museografico e allestitivo
Giovanni Tortelli Roberto Frassoni Architetti Associati

Calcoli strutturali
Marco Maschio

Realizzazione
Lamparredo s.r.l.

Scavi archeologici
Società Archeologica Padana srl

Restauri

Consorzio Arkè
Maria Chiara Ceriotti

Video
Guido Bazzotti

Direzione Lavori
Giovanni Tortelli con
Daniele De Santis
Paola Pintossi

Segreteria organizzativa
Daniela Sogliani
Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te

Segreteria tecnica
Pierpaolo Consoli
Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te

Ringraziamenti
Fabio Arvati, Morena Barsoni, Luisa Battaglia, Daniele Battistello, Giuliana Casadio,
Gabriella Dal Monte, Michela De Munari, Gino Famiglietti, Marta Fantoni,
Elia Gadeschi, Maria Giulia Longhini, Francesca Maccarinelli, Fabrizio Magani,
Marzio Malagutti, Paola Menabò, Gianni Naoni, Alessandro Polo,
Luciana Pomari, Luca Rinaldi, Alberto Rosignoli, Bruno Sanguanini, Umberto Spigo,
Gian Paolo Tosoni, Filippo Trevisani, Mario Turetta, Anna Valotti, Ildebrando Volpi