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Biografia Romano Cagnoni
Romano Cagnoni emigra giovanissimo da Pietrasanta (Toscana)
nel 1958 stabilendosi a Londra dove riesce ad affermarsi nel giornalismo
internazionale. Fa il giro del mondo nel 1962 ed inizia a lavorare con
Simon Guttman, maestro di Robert Capa, fotografando tutta la campagna
politica per conto dei Laburisti nel 1963. Nel 1965 è il primo
fotografo del mondo, legato a nessun partito, cui viene concesso di entrare
nel Vietnam del Nord insieme al giornalista James Cameron. Nel 1966 è
in Africa per il primo festival delle arti negre per conto del Sunday
Times. Documenta per primo la guerra del Biafra in vari viaggi tra il
1968 al 1970 e riceve per questo un Editor’s note su Life e l’Overseas
Press Club Award negli Stati Uniti.
The Spectator Magazine organizza una mostra di Cagnoni sul Biafra a Londra
con un comitato comprendente Bertrand Russell ed altri personaggi della
cultura inglese.
Nel 1970 fotografa la guerra in Egitto e i guerriglieri di Al- Fatah.
Nel 1971 è contattato dall’Agenzia Magnum, ma dopo sei mesi
preferisce ritornare a lavorare autonomamente.
E’ il primo fotografo ad entrare clandestinamente a Dakka, città
occupata e chiusa ai giornalisti durante la guerra del Bangla Desh, ma
da Calcutta abbandona tutto per rientrare in Italia ed essere presente
alla morte del padre a Pietrasanta.
Passa tre mesi in Sud America documentando, con lo scrittore Graham Green,
il Cile di Allende, Fidel Castro, il Brasile, l’Argentina e il Paraguay.
Fotografa la guerra del 1973 in Israele e la Cambogia nel 1975. Il direttore
del Times, Harold Evans, nel libro Pictures on a page lo cita fra i sette
fotografi più famosi del mondo.
Nel 1978 torna in Italia per un anno per fotografare la cultura del Sud,
le fabbriche della Fiat e l’ostensione della Sindone a Torino. Viene
invitato a Bologna dall’Ente Manifestazioni Artistiche e tiene conferenze
all’Università e nei quartieri. Realizza anche campagne internazionali
per la pubblicità Olivetti.
Nel 1980 fotografa clandestinamente l’Armata Rossa in Afghanistan
e ripete la stessa operazione in Polonia nel 1981. Nel 1982 è l’unico
che riesce a fotografare clandestinamente gli aeroporti in Argentina durante
la guerra delle Falklands. Nel 1983 per l’Observer è in Oriente
per un reportage sul “Triangolo d’oro”. In maggio muore
la moglie Berenice Sydney, sua compagna per vent’anni e preziosa
consigliera nel suo lavoro.
La Photographers Gallery di Londra gli commissiona una documentazione
sulla desertificazione del Sahara, ma ritorna in Italia per realizzare
un libro per Time-Life e un libro sulla sua città natale di Pietrasanta.
Per 5 anni fotografa le cave di marmo di Carrara.
Nel 1988 fotografa per tre mesi i malati di mente in Italia e un anno
più tardi per due mesi è in Sud Africa per l’Observer
ed il Corriere della Sera. Nel 1989 documenta la caduta del muro di Berlino,
la rivoluzione in Romania, nel 1990 il popolo Curdo ed Israele prima della
Guerra del Golfo. Nel 1992 riceve la medaglia di bronzo dall’Art
Directors Club of Germany.
In una serie di viaggi in Yugoslavia, dal 1991 al 1995, realizza con il
banco ottico 10x12 una documentazione sulla distruzione bellica mai vista
in Europa dopo l’ultima guerra mondiale, oltre a vari reportages
sui bambini di Sarajevo e sui profughi, pubblicati su tutte le più
importanti riviste del mondo.
Nel 1995 durante la guerra in Cecenia realizza un servizio esclusivo sui
guerriglieri ceceni a Grozny. Nel 1996 svolge una campagna pubblicitaria
per gli Emirati Arabi Uniti, pubblicata su tutte le riviste e quotidiani
più importanti del mondo.
Tra il 1997 e il 1998 lavora in Israele per documentare lo sviluppo del
paese a 50 anni dalla sua fondazione. Si reca più volte ad Assisi
per fotografare per diversi settimanali del mondo il restauro dopo i danni
causati dal terremoto ai beni artistici. Nel 2000 è in Medio Oriente
per conto di Newsweek.
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| Promotori
Città di Mantova
Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te
Con la collaborazione di
Arcuati, cornici per l’arte, Parma
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