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Percorso della mostra
1) Fiorentino per sempre: gli inizi e la formazione
di un lessico
La Firenze dei primi decenni del Cinquecento è la città
natale e di formazione di Perino: questo imprinting si conserverà
per tutta la sua carriera artistica. In quanto fiorentino viene inserito
a Roma nella "setta" dei San Gallo che lo supporta. La sua "fiorentinità"
si rivela nella predilezione per il mezzo grafico, che sarà una
costante della sua attività, e nei rapporti privilegiati e talvolta
conflittuali che manterrà sempre con i suoi conterranei. Sono proprio
gli artisti fiorentini a consacrare Perino nel 1522-23 come il divulgatore
delle novità formali romane sfidandolo a confrontarsi con Masaccio.
La gara, di cui ci rimane lo straordinario Martirio dei Diecimila, si
attua attraverso il disegno. Il mezzo tecnico è fiorentino, le
invenzioni formali sono romane ed il risultato è l'elaborazione
di un nuovo stile: la bella maniera.
2) Raffaello e Perino: il decoro della scena
sacra e la pittura devozionale su tavola
A Roma, Perino entra nel cantiere raffaellesco delle Logge Vaticane. L'iniziale
rapporto di discepolato, dopo la morte di Raffaello, si mitizza. Perino
enuclea le tarde tipologie e le caratteristiche formali del maestro che
sviluppa indipendentemente, diventandone uno dei divulgatori al più
alto livello. Di questa esperienza si ritrova traccia specie nelle opere
di soggetto sacro: nel grande decoro religioso ad affresco romano e nella
pittura devozionale su tavola.
3) Il primato del disegno: Genova e la committenza
di Andrea Doria
Dopo il Sacco di Roma (maggio 1527), Perino diventa a Genova l'artista
di corte di Andrea Doria, Ammiraglio di Carlo V e Principe di Melfi: "…e
conchiusero dover fare un palazzo ornato di stucchi e di pitture a fresco,
a olio e d'ogni sorte…". Qui, ricoprendo un ruolo simile a
quello assunto quasi in contemporanea da Giulio Romano a Mantova, Perino
realizza i primi apparati effimeri trionfali italiani per l'imperatore
e progetta la decorazione architettonica e quella ad affresco e a stucco
della dimora principesca dove nel 1533 viene ospitato Carlo V. Disegna
inoltre preziosissime serie di arazzi, mobili, ricami, bandiere, stendardi
e arredamenti navali. La sua attività grafica di progettazione
ha qui per la prima volta la possibilità di manifestarsi in tutte
le sue poliedriche sfaccettature.
4) Michelangelo e Perino: Roma e la committenza
farnesiana
Il michelangiolismo di Perino, sempre latente, emerge a tratti nella sua
carriera artistica. Un confronto diretto avviene con la presenza a Roma
del Buonarroti che stava portando a termine l'affresco del Giudizio. Dispersa
la scuola di Raffaello, del gruppo di artisti che tra il '24 e il '27
aveva animato il mondo culturale romano rimaneva all'inizio del quarto
decennio solo Perino, nella posizione più adatta per rappresentare
il necessario anello di congiunzione tra le due tendenze. Il risultato
di questa interpretazione, dissonante ma armonica, fu la straordinaria
Spalliera per il Giudizio Universale di Michelangelo, ridisegnata in senso
barocco anche da Rubens. In questa ultima fase della sua attività
a Roma, Perino fu artista di corte di Papa Paolo III Farnese per il quale
elaborò immagini celebrative esemplari come la decorazione dell'appartamento
papale in Castel Sant'Angelo e progettò opere da tradursi nelle
più svariate tecniche, come cristalli incisi, vetrate, ricami.
5) Incisioni
Perino ha precocemente utilizzato le possibilità offerte dalla
divulgazione delle immagini a stampa sia come supporto inventivo sia fornendo
a sua volta disegni per serie di incisioni che ottennero immediato e duraturo
successo, come, ad esempio, Gli Amori degli Dei.
6) Tecniche grafiche e disegno sottostante
La produzione grafica di Perino si avvale di tutte le possibili tecniche
disegnative utilizzate in rapporto alle diverse fasi dell'elaborazione
formale della progettazione. Si intende dare una panoramica di esse nella
varietà degli strumenti e dei supporti usati, dallo schizzo al
cartone preparatorio. Un'acquisizione recente sono le riflettografie all'infrarosso
di alcune tavole perinesche.
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| Promotori
Città di Mantova
Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te
Con il contributo di
SAI
Sponsor tecnici
Tosetto
Light Studio – arte architettura scenotecnica
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