Il Museo

IL MUSEO DEI GONZAGA:
LA DISPOSIZIONE DEGLI AMBIENTI A PALAZZO DUCALE
NELL’INVENTARIO DEL 1626-1627

L’inventario del 1626-1627, fatto redigere da Vincenzo II subito dopo la morte di Ferdinando Gonzaga (20 ottobre 1626), è un documento fondamentale per la conoscenza della collezione dei Duchi di Mantova, poiché fotografa ed immortala la collezione e i luoghi che la contenevano, nel momento di maggior splendore: un attimo prima dello sconvolgente passaggio ereditario, della vendita parziale dei tesori a Carlo I d’Inghilterra e dell’assalto dei Lanzichenecchi.

Il lavoro di catalogazione delle collezioni alla morte di Ferdinando Gonzaga vede impiegati diversi periti per quasi cinque mesi (che operavano anche simultaneamente sulle medesime categorie di oggetti; per esempio in nove giorni vengono catalogati 1356 quadri, disegni e stampe) e poi sembra arrestarsi: una cesura probabilmente forzata dagli eventi, che fa perdere parti fondamentali della raccolta come la biblioteca famosissima, il Museo scientifico, le cosiddette catacombe cioé il sancta sanctorum di Ferdinando, gli strumenti musicali, i cammei e le gemme, le medaglie, le armi e le armature da parata.

Non siamo di fronte a quell’elenco generale e legale dei beni della collezione, che Ferdinando avrebbe voluto, ma ad un inventario dei beni più preziosi e significativi delle raccolte, che non include né i beni immobili né le scritture, e che ignora intere parti della collezione e tutti gli arredi del palazzo.

Eppure, studiato a lungo e"decifrato" da Raffaella Morselli e dall’equipe di studiosi che l’hanno affiancata, l’inventario – "stele di Rosetta" della mitica collezione Gonzaga – risulta essere, per quanto lacunoso, una fonte straordinaria di notizie, con una duplice lettura: verticale (per stanze) e orizzontale (per tecniche e materiali). Soprattutto aiuta ad entrare nella logica espositiva e catalogatoria usata da Ferdinando, che aveva voluto mettere ordine all’immane patrimonio di famiglia , creando spazi logici per la visione delle opere e ponendo queste ultime in connessione le une con le altre secondo un sofisticatissimo schema intellettuale.
Con Ferdinando, Palazzo Ducale torna ad esser un cantiere, per decorazioni e allestimenti: anch’egli incrementa le collezioni con acquisti all’avanguardia per internazionalità del linguaggio, ma lo sforzo di Ferdinando è soprattutto quello di creare un percorso, una visibilità museale e quindi di fornire organicità alle stanze di Palazzo Ducale, facendone una sorta di museo ante litteram L’inventario ci porta all’interno di questo straordinario locus, consentendo di ipotizzare, seppure con molte difficoltà, quale doveva essere in quegli anni la distribuzione topografica degli spazi del palazzo, distinguendo gli ambienti pubblici da quelli privati o addirittura esclusivi e consentendo di risalire alla suddivisione delle opere all’interno dei diversi ambienti, alla loro collocazione e agli accorpamenti, voluti dal VI Duca.

Questa sembra essere dunque la divisione degli ambienti di Palazzo Ducale voluta da Ferdinando Gonzaga:

Logione Serato (o Logion Serata o Lozone de’ quadri)
Il "clou" della collezione: il luogo arredato con i quadri e le statue più rappresentativi della collezione Gonzaga, allestito da Ferdinando sicuramente dopo il 1617.

Passetto per andar nelli camerini della Sala degli Specchi
corrispondente ad una porzione del cosiddetto Corridoio di Santa Barbara

Sala dello Specchio
luogo deputato all’esecuzione musicale

Corridore longo che passa da Santa Barbara in Castello
sorta di deposito ante litteram voluto da Ferdinando, per i beni in attesa di una sistemazione adeguata

Galeria della Mostra o Galeria Grande
Il luogo principale e pubblico del "Museo" dei Gonzaga

Galeria dei Marmi o Galeria Piciola
Collegato al precedente custodiva principalmente le opere di scultura

Logieta verso il giardino del Pavaglione
Oggi distrutta, la loggia che si affacciava verso il Giardino dei Semplici era il luogo di raccordo tra l’Appartamento della Metamorfosi (sede del Museo scientifico) e l’Appartamento dell’Estivale

Appartamento dell’Estivale
Probabilmente le Camere del Tesoro, composto da sei stanze più due passetti di raccordo in cui trovavano collocazione i cristalli, gli argenti, le pietre dure lavorate e da lavorare, guardaroba ducale con armi da parata e abiti sontuosi, maioliche

Appartamento di Ferdinando
luogo privatissimo, nel quale Ferdinando custodiva le opere e i beni più preziosi e a lui più cari; spazio assolutamente intimo e protetto rispetto al resto dell’edificio e ancora di difficile ricostruzione topografica.
L’inventario del 1626-1627 parla di un "coridore per andare alle camare dell’Apartamento Novo" (probabilmente il Corridoio dei Mori fatto costruire dal Viani) ed evidenzia i seguenti spazi, entrando dall’alcova dell’appartamento di Vincenzo I:
• "camerino delle Dame"
(forziere con i gioielli di Casa Gonzaga, alcuni dipinti e tavoli di pietre commesse)
• "camerino delle Muse"
(così denominato probabilmente per presenza dei dieci quadri dedicati ad Apollo e le Nove Muse commissionati da Ferdinando Gonzaga a Giovanni Baglione, ed oggi ad Arras)
• "saletta"
• "passettino piciolo di detta stanza"
• "camera contigua a detto passetto"
(serie di piccoli ambienti fatti decorare da Carlo Santner , in cui venivano riuniti dipinti e oggetti di grande pregio)
• "passetto davanti al camerino della Grotta"
(attualmente chiamato "passetto del Sole", prelude allo studiolo e quindi alla Grotta)
• "camerino della Grotta"
(con le parabole dell’Evangelio del Fetti. E’ la famosa Grotta d’Isabella d’Este, spostata e riallestita da Ferdinando Gonzaga, in una data imprecisa tra il 1614 e il 1623, anni di permanenza a corte di Domenico Fetti )
• "oratorio sopra la Libraria"
• "camerino vicino al sudetto Oratorio"
• "secondo camerino"
(rispetto all’attuale ordinamento di Palazzo Ducale, risulta difficile individuare tale ambienti citati nell’inventario: ambienti che assieme alla Libreria dovevano occupare l’ultimo ed il penultimo piano dell’edificio del Paradiso, atrraverso un sistema di scale interne oggi distrutte).
• "libreria di Ferdinando"
(luogo secretum di Ferdinando, la libreria appare come l’anello di congiunzione tra il vecchio mondo e la scienza nuova, tra l’antico studiolo quattrocentesco con manoscritti, incubnaboli, astrolabi, ritratti di uomini illustri, animali imbalsamati e il modello secentesco in cui i libri si alternavano a naturalia e artificialia").
"Appartamento di Vincenzo I"

"Appartamento di Caterina de Medici"

"Appartamento di Guglielmo in Corte Vecchia"

"Appartamento di Vincenzo II"
ovvero l’Appartamento che Vincenzo II si era fatto sistemare nel cosiddetto Appartamento di Guastalla: una serie di stanze nella parte più antica dell’edificio , tra la sala di Pisanello e Piazza Sordello.

"Appartamento di Troia"
dove si trovavavano gli armadi con le sculture in bronzo

"Guardaroba della Cavallerizza"
con annessi il ripostiglio delle selle e la stalla per i cavalli da carrozze, i ronzini e le rimesse per le carrozze.

"Guardaroba da basso" o "Guardaroba Ducale"

 

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