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La Cucina
Riedizione de L"ARTE DI BEN CUCINARE"
di Bartolomeo Stefani e rivisitazione moderna delle sue ricette
(Rizzoli Libri illustrati)
Bartolomeo Stefani fu cuoco bolognese al servizio della
corte dei Gonzaga a Mantova. Deve la sua fama in particolare all’aver
scritto e pubblicato nel 1662 presso gli Osanna, stampatori ducali, "L‘Arte
del ben cucinare et instruire i men periti di questa lodevole professione
Dove anco si insegna a far Pasticci, Sapori, Salse, Gelatine, Torte e
Altro dedicato al Marchese Ottavio Gonzaga". Merito dello Stefani,
è quello di dare istruzioni per distinguere ordini, disporre vivande,
regalare e adornare piatti, in base alle diverse possibilità economiche
tanto da poter soddisfare ogni palato. Quindi per la prima volta viene
prestata attenzione all’economia delle vivande proposte, anche se
lo Stefani lavorando nella corte dei Gonzaga, propone vivande elaborate
per banchetti sontuosi, e raffinati.
Il libro dello Stefani racconta anche dei tre banchetti ordinati dal Serenissimo
duca di Mantova per la regina Cristina di Svezia, convertita al cattolicesimo,
di passaggio per recarsi a Roma e ricevere la comunione dal papa Alessandro
VII alla vigilia di Natale.
Nell‘ultimo dei tre banchetti a lei offerti dal duca, il 27 novembre
del 1655, lo Stefani descrive con ricchezza di particolari anche lo sfarzo
delle apparecchiature e l’abbondanza dei servizi, e l’imponenza
dei trionfi: "Nel mezo della tavola sorgeva un trionfo fatto di zuccaro,
ed era il monte Olimpo con l'altar della fede, nella sommità del
quale erano due puttini che sostenevano una corona reale sopra l'arma
di Sua Maestà." Fastoso era anche il susseguirsi dei servizi
in cui erano spesso presentati altri "trionfi di zucchero",
vere e proprie sculture. I banchetti venivano approntati per mostrare
il potere, la ricchezza, la generosità del Signore. Così
l'arte di convitare era uno strumento di comunicazione ed il banchetto
si trasformava in spettacolo e teatro delle meraviglie.
Tra le tante iniziative collegate alla mostra "Gonzaga. La Celeste
Galeria" è prevista anche la pubblicazione per la collana
Rizzoli Libri illustrati di una volume in brossura "La cucina al
tempo dei Gonzaga" con la riedizione integrale del testo seicentesco
dello Stefani.
Seguono nella seconda parte del volume 40 ricette originali del cuoco
bolognese, aggiornate e rielaborate da cuochi mantovani per renderle appetibili
ancora oggi. Tutti i piatti preparati dagli chef saranno riprodotti in
foto.
Ecco alcune delle ricette dello Stefani nella versione originaria.
Minestra di finocchio
Toglierai il finocchio bene mondato, ed laverai in acqua fresca, e prima
rifatto in brodo magro, tagliandolo in bocconcini, e lo metterai in un
vaso vitriato con n poco di brodo di cappone, e quando sarà alla
cottura, vi metterai un a poco d'uva passa, un bicchiere di panna di latte,
2 once di pignoli lavati in acqua rosa, ammaccati nel mortaio, e la stringerai
con un brodetto di quattro rossi d'ova, e succo di limone, e sotto limiterà
ai fette di pane e fritte in butiro, così ne farai minestra, che
sarà molto delicata, servendola calda, polverizzata con cannella.
Pasticcio di pesce
Pasticci piccioli, uno per convitato, pieni di polpa di pesce cappone,
pesce molo, code di gambari, brugnoli, e le solite speciarie, e se li
farai sopra un brodetto di rossi d'ova, e butiro, sarà buono, e
li servirai caldi con zuccaro sopra, e un copertore fatto a gelosia.
Fagiano
Il fagiano sia grasso, e giovine, e ben affaticato dai cacciatori nel
tempo d’inverno; si lasci morto per quattro giorni. Deve essere
lardato minuto, cotto nello spiedo a fuoco lento servito con salsa reale.
Torta di fraghe
Piglierai due libbre di fraghe ben mondate, lavate nel latte, lasciandole
ben asciugare, farai un foglio di pasta fina, e porrai le fraghe in un
vaso di pietra, vi metterai sei oncie di butiro, polvere di mostaccioli,
quattro oncie di zucchero fine, un ottavo di cannella, e con un cucchiaio
d’argento mescolerai la detta composizione, e sopra l’altro
foglio, intagliato con qualche fogliame di capriccio, servita fredda con
zuccaro.
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