La storia è oggetto di una costruzione il cui luogo non è il tempo omogeneo e vuoto, ma quello pieno della presenza dell’”ora”.
Walter Benjamin

La Scuola di Palazzo Te è un percorso residenziale condotto dai Maestri delle arti contemporanee Stefano Arienti, Mariangela Gualtieri e Virgilio Sieni.
L’intenzione formativa della Scuola è alimentare la capacità di progetto mettendo al centro la pratica artistica intesa come esercizio di facoltà educabili quali: l’attenzione, l’ascolto, la conoscenza, la progettazione e l’azione.

Attenzione: intesa come disponibilità a rivolgersi al reale, assumendolo nella sua presenza e nelle sue forme, e come capacità misurata e realistica di progetto.

Ascolto: è disponibilità a cogliere il senso della non riducibilità delle differenze, dei silenzi e delle difficoltà.

Conoscenza: è la capacità di restituire quanto attenzione e ascolto possono generare; la possibilità di offrire una qualificata istanza generativa per la progettazione e l’azione.

Progettazione e azione: inscindibili, sono i modi dell’opera. La possibilità che un essere umano persegua uno scopo, dedichi le proprie forze a un’opera che si costituisce nel presente, custodendo la tradizione e la storia come fuoco e atto culturale.

“La Scuola di Palazzo Te – racconta il Direttore Stefano Baia Curioni – intende offrire l’esperienza di un rapporto pratico e fecondo con il patrimonio culturale e con la tradizione. Un rapporto che muove dalla contemporaneità, dalle pratiche poetiche e artistiche del contemporaneo, e dalla consapevolezza che nessuna buona progettazione culturale oggi può prescindere da una relazione viva con la memoria e il patrimonio.
Nello stesso tempo la Scuola opera nella convinzione che il rapporto con il patrimonio culturale, così importante in territori come quello di Mantova, non può solo tradursi in informazioni, ma deve trasformarsi in conoscenze e competenze, in capacità di progetto, di misura e di visione”.

FARE ARTE

Tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri.
Gustav Mahler

Il titolo della prima edizione della Scuola di Palazzo Te è Fare Arte. La scelta scaturisce dalla considerazione che Palazzo Te non sia solamente un luogo di grande bellezza, ma anche, e soprattutto, un luogo poetico, in grado di innescare processi generativi.
Fare Arte si riferisce inoltre all’occasione offerta ai Maestri della Scuola di sviluppare la propria pratica a diretto contatto con una “corte” di allievi, partecipanti interessati a sviluppare le personali competenze di progettazione, di visione, quindi imprenditoriali rispetto al contemporaneo.
L’ambizione di Fare Arte è quella di rendere Palazzo Te un luogo multidisciplinare di apprendimento e di sperimentazione, un vero e proprio laboratorio.
Uno dei fuochi del programma residenziale è infatti la capacità di progetto: il patrimonio in una città d’arte non può essere solo uno sfondo, un panorama, ma può diventare veramente un motivo per creare immaginari, immagini, visioni, e quindi progetti che abbiano una qualità imprenditoriale. In questo senso Palazzo Te diventa un luogo in cui la cultura non si sedimenta passivamente ma diviene attiva e contemporanea.
Questa capacità di connettere il patrimonio al futuro, la storia al futuro, presuppone un modo di conoscere che passa anche attraverso le immagini, che collega la mente al cuore, depositandosi come un fondo di competenze, che una volta acquisite non si perdono più.
Le lezioni del primo anno sono articolate in momenti monografici, in cui i singoli docenti lavorano separatamente con la propria classe, e momenti collettivi di attività condivise.

DATE
7-15 luglio 2018
DIRETTORE
Stefano Baia Curioni
COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO
Micaela Rossi
MAESTRI
Stefano Arienti
Mariangela Gualtieri
Virgilio Sieni
RICERCATORI
Simone Autera
Marta Equi Pierazzini
Stefania Gerevini
GRAZIE A
Lorella Barlaam, Mario Bencivenni, Simona Gavioli, Giulia Giliberti, Marta Kuzma, Cristina Loglio, Andrea Murari, Giulia Pecchini, Gianluca Pugnaloni, Guido Rebecchini, Italo Scaietta, Salvatore Dario Spanò
La Scuola di Palazzo Te è stata riconosciuta dal Mibact tra le iniziative dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018.
Finalità dell’Anno europeo è incoraggiare la condivisione e la valorizzazione del patrimonio culturale dell’Europa quale risorsa condivisa, sensibilizzare alla storia e ai valori comuni e rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio comune europeo.
#Europeforculture #sharingheritage #Patrimonio2018
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SERATE APERTE

Il programma residenziale Fare Arte si apre alla città con tre serate a ingresso libero condotte dai Maestri con altri ospiti. Durante gli incontri viene condivisa una riflessione più ampia sul futuro di Mantova e sui progetti più importanti che oggi la ravvivano, dalle periferie al centro storico.
LUNEDI’ 9 LUGLIO ORE 21.00
Creative Lab, viale Valle d’Aosta, Lunetta
REAZIONE CREATIVA
Conversazione con Stefano Arienti, Corn79, Simona Gavioli e Giulia Giliberti
MERCOLEDI’ 11 LUGLIO ORE 21.00
Giardini di Palazzo Te, Loggia delle Muse
GESTO E PAESAGGIO
Conversazione con Virgilio Sieni, Mario Bencivenni e Andrea Murari
VENERDI’ 13 LUGLIO ORE 21.00
Palazzo Te, Loggia di Davide
LA PAROLA CHE FECONDA
Conversazione e versi intorno all’Annunciazione con Mariangela Gualtieri, Lorella Barlaam e Stefano Baia Curioni

I MAESTRI

Chiedere a un uomo di non distrarsi mai , di sottrarre senza riposo all ’equivoco dell’immaginazione, alla
pigrizia dell’abitudine, all’ipnosi del costume, la sua facoltà di attenzione, è chiedergli di attuare la
sua massima forma.
Cristina Campo

STEFANO ARIENTI

Nella classe dell’artista Stefano Arienti viene svolto un percorso sul piacere della conoscenza nell’aula di pittura, incentrato sulla pratica quotidiana delle diverse tecniche grafiche.
Intende essere un esercizio che guarda anche alla condivisione di saperi e alla ricerca di attitudini. L’approccio con i partecipanti consiste in un’opera di trasmissione, di accademia, di lavoro in pubblico, declinato anche in dialogo, discussione e confronto: oltre alla parte di lavoro creativo, s’intende dedicare l’attenzione alla condivisione e all’osservazione di quanto svolto individualmente, per attivare una riflessione comune e per poter pensare ad alta voce.
Nell’attività artistica è fondamentale guardare al passato e al patrimonio come fonte di confronto, ricerca e conoscenza.
«Palazzo Te è un luogo che considero come una cristallizzazione nello spazio del pensiero umanista, siccome penso di essere in continuità con quella ricerca culturale e artistica, a Palazzo Te io mi sento a casa”.
È possibile che sia inclusa nel percorso la dimensione del lavoro digitale.

Autorevole esponente della scena artistica italiana contemporanea, è nato ad Asola, in provincia di Mantova e vive a Milano. Rielaborando materiali “poveri” e d’uso comune – tra i quali figurano di frequente la carta, i libri e le immagini tratte da cartoline, poster o fotocopie, come pure il polistirolo, la plastica, la plastilina, le stoffe – Arienti realizza opere che stupiscono lo spettatore, lo invitano a riflettere sul tema della “meraviglia” e ne sollecitano la partecipazione, anche attraverso la manipolazione.
Tra le numerose mostre alle quali ha partecipato, si possono citare la Biennale di Venezia (Aperto 1990, 1993); Biennale di Istanbul (1992); Cocido y Crudo, Museo Reina Sofia, Madrid (1994); XII Quadriennale di Roma, 1996 (primo premio); Fatto in Italia, Centre d’Art Contemporain, Ginevra; ICA, Londra (1997); Biennale di Gwangju (2008). Tra le personali più recenti: MAXXI, Roma (2004); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2005); Isabella Stewart Gardner Museum, Boston (2007); Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2008); MAMbo (con Cesare Pietroiusti, 2008); Palazzo Ducale, Mantova (2009); Museion, Bolzano (con Massimo Bartolini, 2011).

MARIANGELA GUALTIERI

Nella classe della poetessa e drammaturga Mariangela Gualtieri l’attenzione degli allievi viene condotta sulla parola, sulla sua potenza ed efficacia, e in particolare sul verso poetico, inteso come ambito in cui la parola è data nella sua massima energia ed efficacia. I capisaldi indagati sono dunque quelli che l’impresa impone: il respiro, la voce, la parola, il silenzio, la pulizia e la sospensione del pensiero, il corpo intero inteso come organo della vocalità, lo studium dei poeti, la melodia e la ritmica del verso, la scrittura.
«Il fatto che una scuola avvenga dentro un’opera d’arte come Palazzo Te, chiama tutti noi a un grande splendore. Si cercherà di allertare, risvegliare un’attenzione alla parola, soprattutto alla poetica del verso, e consegnare il verso a una forma orale, cosa stranamente poco praticata. Si farà inoltre un lavoro di scrittura, benché impossibile insegnare a scrivere poesie, in quanto dono, vocazione, sarà importante risvegliare un’attenzione alle parole, per toglierle dal quotidiano logorio e riconnetterle al loro calco originario. Perché io penso che le parole siano tutte infondo parole magiche».

Poeta e drammaturga, comincia a scrivere versi in seno al Teatro Valdoca da lei stessa fondato insieme al regista Cesare Ronconi. Ogni allestimento di Ronconi la vede presente e partecipe, pronta a captare il giro di forze della scena e a dare ad esso parola. Fin dall’inizio cura la consegna orale della poesia – con letture di versi in Italia e in vari paesi del mondo – dedicando piena attenzione all’apparato di amplificazione della voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo. Collabora con musicisti e compositori – attualmente con Silvia Colasanti e con Stefano Battaglia. La sua attività pedagogica è ininterrotta, e si concentra soprattutto sull’ascolto e sulla resa orale del verso.

VIRGILIO SIENI

Nella classe del coreografo e danzatore Virgilio Sieni le pratiche si rivolgono alla dimensione della tattilità come studio del corpo e dello spazio.
Attraverso l’attenzione al sistema delle articolazioni, integrato a esperienze sulla gravità e sulla trasmissione del movimento, viene compiuta un’indagine sulla memoria del gesto come spazio di consapevolezza nei confronti del corpo e dei luoghi.
Respiro, sguardo, tattilità, gravità, trasmissione del gesto rappresentano i campi di studio che sono percorsi nella relazione con l’altro, allo scopo di creare delle “comunità del gesto” che fanno esperienza di ascolto e condivisione.
“Palazzo Te rappresenta in questo momento una sorta di oasi, in cui è possibile sperimentare un percorso di relazione profonda con il patrimonio, grazie al gesto, alla parola e allo spazio. Questo tipo di pratica non riguarda quindi la sola occupazione di un luogo, quanto la vera e propria esperienza di questi elementi in relazione ad esso. Il lavoro consiste in un’ottica extra-teatrale che mette in relazione corpo e spazio in maniera organica, attraverso l’immersione completa in una dimensione di condivisione e non di utilizzo del luogo come mero fondale”.

Fonda nel 1983 la Compagnia Parco Butterfly e nel 1992 la Compagnia Virgilio Sieni, imponendosi come uno dei protagonisti della scena contemporanea europea. Crea spettacoli per le massime istituzioni musicali italiane e vince numerosi premi (Ubu, Danza&Danza, Lo Straniero, Anct).
Nel 2013 diventa direttore della Biennale di Venezia – Settore Danza e viene nominato Chevalier de l’ordres des arts et de lettres dal Ministro della cultura francese.
Rappresenta l’Italia sia a Marsiglia Capitale Europea della Cultura 2013, con il progetto Arte del gesto nel Mediterraneo che coinvolge 160 interpreti provenienti da diversi paesi, sia a Bruxelles nell’ambito del Semestre Italiano di Presidenza dell’Unione Europea 2014, con il progetto Vita Nova, sull’iconografia  sacra, al Bozar Centre for Fine Arts. Nel 2015 realizza per la Fondazione Prada di Milano Atlante del gesto.
Avvia la collaborazione con il centro di ricerca Casa Paganini – InfoMus del DIBRIS (Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi) dell’Università di Genova, sulle esperienze cognitive dell’uomo.
Dal 2016 insegna all’Accademia di Architettura di Mendrisio, fondata da Mario Botta; nello stesso anno avvia il progetto Arte del gesto nel Mediterraneo – Accademia sui linguaggi del corpo e l’opera dei pupi in collaborazione con il Comune di Palermo e Mimmo Cuticchio, ideando un inedito percorso di formazione che indaga la relazione tra danza e opera dei pupi.

DIARIO DELLA
SCUOLA DI PALAZZO TE

Domenica 15 luglio
Sabato 14 luglio
Venerdì 13 luglio
Giovedì 12 luglio
Mercoledì 11 luglio
Martedì 10 luglio
Lunedì 9 luglio
Domenica 8 luglio
Sabato 7 luglio
Momenti della presentazione con Stefano Baia Curioni che si è tenuta giovedì 25 gennaio 2018.

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