Danza | Equilibrium

26 giugno | 21:00 – Sala dei Cavalli

Regia, coreografia e spazio Virgilio Sieni, Interpretazione e collaborazione alla coreografia Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Vanessa Mattei Scarpaccini, Aandrea Palumbo, direzione generale Daniela Giuliano, direzione amministrativa Rita Campinoti, responsabile comunicazione e ufficio stampa Veronica Pitea, direzione tecnica Marco Cassini, produzione Camilla Pieri, comunicazione Giada Tenace, amministrazione Rosaria Malatesta, logistica Maria Paola Guzzetta, foto di scena Laila Pozzo, produzione del Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze,con il contributo di Mic, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze,Comune di Firenze, con il sostegno di Fondazione CR Firenze.

Si respira lo spazio col corpo sensibilizzato ai venti. Si lascia che lo spazio ci respiri, attraversandolo secondo forme leggere d’equilibrio.

L’evento parla della danza quale forme di sospensione ed equilibrio. Le lunghe sospensioni, al pari dell’intensità che unisce il passato col presente, sperimentano le fasi del tempo percepito in relazione al tempo reale, vero, riversandosi in trasformazioni minime nei segni visibili dei volti e dei corpi. In questi frangenti si racchiude il tempo di una trasformazione chimica e umana tra corpi e cose, spazio e presenza, alla maniera di Ovidio e così come risuona nel De Rerum natura di Lucrezio.

La stanza, il mondo ospitante, accoglie azioni ed esercizi sulla trasformazione del corpo sospeso, che si raggruma e squaderna ogni volta in still-life respirate.

Come eventi scultorei, le forme dell’equilibrio – tenere in equilibrio oggetti e giocare col tempo sospeso – è descritto un corpo adagiato e sensibile all’orizzontalità dello spazio. Spazio che accoglie corpi, cosmi ancestrali, dove i danzatori tracciano sul suolo i modi e i mondi di muoversi, camminare, attraversare, sostare, condividere.

In tal senso il richiamo alle forme della trasformazione, a ciò che muta e come muta nei corpi e le cose, va oltre l’evento visivo, si riflette nella psiche delle persone, nei luoghi apparentemente nascosti della percezione. Ecologicamente i tratti dei movimenti indicano la cura necessaria che ogni gesto richiede per evolversi nell’altro.

I gesti trascolorano tra margini e forme della prossimità, sfumando nei corpi vicini. Si accarezza lo spazio levigato con spostamenti leggeri e coralità somiglianti che si dispongono per stratificazioni e soprammissioni fisiche. Il lavoro indaga la possibile risonanza tra il corpo che accoglie le figure spaziali dell’equilibrio e il gesto quale fonte di sospensione in ascolto delle declinazioni spaziali delle presenze angeliche. Il luogo del corpo e lo spazio intorno si uniscono in una pratica di ascolto per la creazione di un quartetto di danza inteso al pari di una meditazione sull’accoglienza.

Ingresso con biglietto del museo o Supercard Cultura. Prenotazione obbligatoria.