Gabriella Pauletti. Opere
23 ottobre 2020 – 30 giugno 2021
Esposizione temporanea delle opere di Gabriella Pauletti
Ingresso libero

Le prime opere di Gabriella Pauletti, per lo più su supporto cartaceo e con sfondo scuro, “rappresentano un sofferto e ben celato tentativo di avvicinamento o di approssimazione tra mondi, cose e persone, degli incontri possibili che il più delle volte esprimono un attrito. Il segno è un tracciato non sempre lineare nelle sue composizioni, spesso graffiato, è la cifra di una presenza, per non precipitare, come direbbe lei stessa” (Paolo Campiglio, 2010). La sua arte informale è una categoria dello spirito, un vero percorso interiore che tende alla guarigione. La sua ricerca intorno alla scrittura produce tracce, bave di segni, macchie spesso generate da ossidazioni o accoppiamenti di materiali reagenti. Gino Baratta definisce la produzione artistica di Gabriella Pauletti “parola dipinta” per i riferimenti alle mappe orientali, ai caratteri arabi o alle grafie medievali. È evidente infatti il suo interesse per il Giappone nell’uso delle carte, utilizzate come supporto delle sue opere. Queste non sono citazioni da un “mondo altro” ma riflessioni interiori, scaturite da una ricerca artistica al minimale che rifiuta la comunicazione globale, il consumo e i media contemporanei. Con la fine degli anni Novanta si assiste ad un “passaggio verso la luce” che risponde ad una ritrovata libertà espressa nella serie delle “zattere”, segni galleggianti su superfici chiare, riferite all’idea di salvataggio ma anche alla costante presenza dell’acqua nel paesaggio mantovano. Le carte dell’artista si fanno più colorate, il rosso giapponese o i segni bianchi. I supporti diventano più leggeri e, per la loro trama, generatori essi stessi di segni. A distanza di anni risulta chiaro che nelle opere di Gabriella Pauletti il passato è stato inglobato in una nuova esperienza sensoriale, un presente che non si lascia più intimorire dai fantasmi trascorsi.

Gabriella Pauletti vive e lavora a Mantova. Si laurea in Storia dell’Arte e si occupa di arte contemporanea. Dopo una prima esposizione alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Suzzara, partecipa a diverse collettive, tra cui Sulla linea dell’orizzonte (Mantova, Casa del Mantegna), 37° Salon de la Jeune Peinture (Parigi, Grand Palais), Arte a Mantova 1950-1999 a cura di Claudio Cerritelli (Mantova, Palazzo Ducale). Tra le mostre personali, l’ampia rassegna realizzata nelle stanze dell’ex convento di Santa Maria a Gonzaga e quella alla Galleria Disegno della sua città. Altre partecipazioni si registrano presso la Casa dei Rigoletto, il Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti. Nel 2004 viene presentato il video documentario di Mario Piavoli dedicato al suo percorso artistico.