
“Nel ricco cartellone di MantovaMusica, Eterotopie propone un nuovo progetto, raccogliendo l’invito di Fondazione Palazzo Te a confrontarsi con l’inesauribile tema della natura. Inventare la musica propone un itinerario nel quale il rapporto tra natura e musica, un dialogo che nasce agli albori della cultura umana e della musica stessa, viene proposto secondo diverse prospettive, partendo da una dimensione di ascolto delle passioni umane, inevitabilmente intrecciate, come in una folta e misteriosa foresta, nel rapporto che l’uomo stesso ha costruito nel tempo con il suo ambiente circostante. Inventare la musica propone 8 concerti – che confluiscono in un festival in ottobre, suddiviso in tre weekends, in corrispondenza della mostra Inventare la natura di Fondazione Palazzo Te – e vede ancora la preziosa collaborazione di Festivaletteratura, insieme ad altre realtà culturali importanti, con le quali si è costruito un progetto corale, vario, denso di suggestioni. Secondo una tribù di amerindi del Perù «tutte le cose del mondo, persone, animali, montagne, piante» formano i «motivi» di un «tessuto». Anche la musica, con il suo misterioso linguaggio, intona i motivi di un tessuto sonoro, i cui filisono le musiche del passato come quelle di oggi: musiche che ci invitano a cogliere, per la breve durata di un concerto, l’essenza di sentimenti uni versali e senza tempo.”
-Leonardo Zunica, MantovaMusica – Eterotopie
“La rassegna Eterotopie offre una chiave di lettura musicale delle tematiche al centro della mostra “Inventare la natura”, arricchendo la proposta culturale di Palazzo Te con una diversa prospettiva di fruizione. Insieme ci invita, come da sua tradizione, a uscire dalla zona di comfort, rappresentata dai grandi capolavori della musica d’arte consacrati dalla storia, per scoprire opere del presente e sperimentazioni che guardano al domani.”
-Andrea Murari, Sindaco di Mantova
CALENDARIO:
Venerdi 16 ottobre|21:00 Sala dei Cavalli, Palazzo Te
100 anni György Kurtág
Ilaria Brognara pianoforte
Franz Liszt – Sonetto del Petrarca Benedetto sia il giorno (Sonetto 47)
F. Chopin/Liszt – Sei canti Polacchi
György Kurtàg – da Játèkok (Giochi)
Béla Bartòk – Three Hungarian Folksongs Sz.66
György Kurtàg – da Játèkok (Giochi)
Béla Bartòk – Three Hungarian Folksongs Sz.66
Franz Liszt – Venezia e Napoli S 162 I Gondoliera II Canzone III Tarantella
György Kurtág, compositore ungherese nato nel 1926 e che quest’anno ha compiuto cento anni, è considerato tra le più influenti personalità musicali del XX secolo. La musica di Kurtág punta alla massima concentrazione espressiva, volgendosi, in un dialogo costante e sotterraneo, alla tradizione musicale del passato: da Machaut a Bach, da Schumann al connazionale Bartòk, fino a Webern. Tra le molte opere di Kurtág che hanno segnato la vita musica
le del nostro tempo vi è Játékok (Giochi), una grande raccolta pianistica, suddivisa in otto volumi. Ilaria Brognara, giovane pianista mantovana con all’attivo decine di riconoscimenti in concorsi pianistici nazionali ed internazionali, si è voluta affidare una scelta di queste pagine pianistiche, nate da un pensiero che pone la creatività e il suono al centro di un processo che Kurtág immagina sin dai primi approcci allo studio del pianoforte. Questi brani, di breve durata, lampi di un’immaginazione musicale radicale mai sganciata da un senso musicale profondo, si alternano a lavori deiconnazionali Liszt e Bartòk attraverso i quali si rinvengono, con varie intonazioni, i segni e le tracce della musica della tradizione popolare.
Sabato 17 ottobre| 21:00 Fruttiere, Palazzo Te
Au bruit lointain des grands eaux
Alessandro lo Giudice flauto ed elettronica
Paolo Aralla – BACCHAE-monologue#2
Morton Feldman – Trio for Flutes
Alvin Lucier – Almost New York
Kaja Saariaho – Laconisme de l’aile
Andrè Jolivet – Ô femme qui ne sais que tu portais en toi le monde (da Ascèses)
Gravitational Waves (in collaborazione con Spazio Musica)
Raffaele Damen fisarmonica ed elettronica
Roberto Zanata composizione e live electronics
In un doppio set, Eterotopie dedica uno spazio al dialogo tra suono strumentale ed elettronica. Nella prima parte, il recital di Alessandro Lo Giudice include composizioni nelle quali l’elettronica trasforma il suono del flauto, con risvolti primordiali e rituali, come in BACCHAE-monologue#2 di Paolo Aralla (1960), ispirato alle Baccanti di Euripide. La seconda parte della serata ospita il progetto di ricerca Gravitational waves, una performance ideata dal fisarmonicista Raffaele Damen e dal compositore e musicista elettronico Roberto Zanata. Il progetto mira a tradurre il fenomeno delle onde gravitazionali in un linguaggio sonoro e visivo. Attraverso la fisarmonica, l’elettronica dal vivo e l’elaborazione video, Gravitational waves crea un’esperienza immersiva che restituisce al pubblico i dati provenienti dagli strumenti scientifici dell’interferometro Virgo (rilevatore di onde gravitazionali situato nei pressi di Pisa) e gli eventi naturali legati ai corpi celesti.
Venerdi 23 ottobre|21:00 Sala dei Cavalli, Palazzo Te
Paesaggi Sublimi
Virginia Rossetti pianoforte con Andrea Ranzato
Mario Castelnuovo-Tedesco – Tre Poemi Campestri op.44
Vittorio Rieti – Poema Fiesolano (1921) – Tre marcie per le bestie (1920)
Nel 1939, a causa delle leggi razziali promulgate dal regime fascista, i compositori ebrei italiani si trovarono senza lavoro e le loro opere vennero messe al bando. Mario Castelnuovo-Tedesco (Firenze, 1895 – New York, 1968) e Vittorio Rieti (Alessandria d’Egitto, 1898 – New York, 1994), al pari di altri compositori e artisti ebrei italiani, si videro costretti a lasciare l’Italia per gli Stati Uniti d’America, dove ottennero la cittadinanza e continuarono la loro attività artistica. Il concerto di Virginia Rossetti, pianista veneta dottoranda presso il Conservatorio di Rovigo con un phD sulla musica pianistica di Castelnuovo-Tedesco e Rieti, propone, in un colto e trasversale dialogo con Andrea Ranzato, conoscitore profondo del mondo ebraico italiano, alcune delle pagine “naturalistiche” dei due compositori italo-americani, scritte nel loro periodo italiano.
Sabato 24 ottobre|21:00 Sala dei Cavalli, Palazzo Te
Le stagioni
Compagnia Iuvenis Danza coreografie Giovanna Venturini, Greta Bragantini
Leonardo Zunica pianoforte
Alireza Gholamianoghami tar
John Cage – In a landscape (1948) – The seasons (1947)
Alireza Gholamianoghami – Jāygāh per tar (prima esecuzione)
Eterotopie propone una nuova produzione di danza e musica in collaborazione con il progetto Compagnia Iuvenis Danza fondato e diretto da Giovanna Venturini e Greta Bragantini. Lo spettacolo prende spunto da The seasons di John Cage, un balletto per pianoforte dedicato alle stagioni dell’anno,
concludendo così il percorso di Eterotopie dedicato alle stagioni dell’anno nella letturatura pianistica, iniziato con i brani omonimi di P.I. Tchaikowski e Castelnuovo-Tedesco.The Seasons infatti è basato sulla concezione indiana delle stagioni: l’inverno è associato alla quiete, la primavera alla creazione, l’estate alla conservazione e l’autunno alla distruzione. Questo sguardo verso oriente è ampliato dal giovane compositore iraniano Alireza Gholamianoghami. Sul suo tar, uno strumento a corde tradizionale della tradizione musicale iraniana, Gholamianoghami presenterà un nuovo progetto musicale, un work in progress basato sull’improvvisazione, commissionato da Eterotopie, attraverso il quale il pubblico potrà eccezionalmente addentrarsi in un universo poetico che unisce tradizione e ricerca di nuove possibilità espressive della musica.
Venerdi 30 ottobre|21:00 Sala dei Cavalli, Palazzo Te
Là ci darem la mano e il finale smarrito di Schumann
Alfonso Alberti pianoforte coon Alessandro Solbiati
Fryderyk Chopin – Variazioni op.2 su Là ci darem la mano
Robert Schumann – Sonata op.14
Clara Wieck – Notturno op.6 n.2
Robert Schumann- dalla Sonata op.14
La ci darem la mano e il finale smarrito di Schumann è un concerto/racconto con al cuore una composizione (quasi) perduta di Schumann, compositore che più di ogni altro, nel romanticismo, sentiva l’intima connessione con la natura.
Sabato 31 ottobre | 21:00 Fruttiere di Palazzo Te
Lips, eys, bang – Icarus Ensemble
Tommaso Ussardi direttore, Elizangela Torricelli voce, Giovanni Mareggini flauto, Orfeo Manfredi oboe, Alberto Delasa clarinetto, Diego Petrella pianoforte, Marco Pedrazzini tastiera, Giorgio Genta chitarra, Gilda Gianolio arpa, Francesco Pedrazzini percussioni, Giorgia Saito violino, Yoko Morimyo viola, Milena Punzi violoncello, Pierpaolo Casoni contrabbasso
Alessandro Ratoci – Muzak player (2026)
Alexander Schubert – Serious smile (2014)
Augustín Castellón Molina – A swarm of silhouettes rose from an inverted dawn
Luca Francesconi – Eys,lips,bang (1998)
L’appuntamento finale di Eterotopie, prodotto da Icarus Ensemble, declina in maniere diverse il rapporto tra performer, suono e tecnologia e il loro precipitato poetico – sia esso con cernente l’utilizzo del video, come è il caso di Lips, eys, bang di Luca Francesconi, che l’interazione con sensori applicati ai musicisti, nel caso di Serious smile di Alexander Schubert o nelle sovrapposizioni di sciami sonori di Castellòn Molino.
Info e biglietti tel. e whatsapp 388 5670997
www.mantovamusica.com
www.eterotopie.it