Fondazione Palazzo Te propone per la stagione espositiva 2024 un ampio e articolato viaggio intorno al tema delle metamorfosi, celebrando uno dei topoi più ricorrenti ed enigmatici presenti all’interno del palazzo realizzato da Giulio Romano. Questo approccio segue la tradizione avviata nel 2019 che indaga una tematica annuale per offrire ai visitatori una fruizione approfondita e prismatica di Palazzo Te, un modo per valorizzare il patrimonio permanente del Museo, da quest’anno concesso dal Comune di Mantova alla Fondazione.

Palazzo Te. Il labirinto delle metamorfosi raccoglie un ricco programma di eventi e mostre dedicato a questo tema che ha attraversato le epoche senza perdere mai la sua intensità, attivando spunti e nuovi modi di scoprire un repertorio iconografico e architettonico senza pari. La metamorfosi, intesa come una interrogazione fondamentale sull’essenza della natura e sul senso dell’umanità, si presenta infatti come una linea narrativa al tempo stesso profonda e scherzosa, ironica e vertiginosa, sempre centrale, del progetto artistico di Giulio Romano a Palazzo Te.

Il palazzo è intriso di riferimenti a Ovidio e Apuleio, re-interpretazioni moderne e visioni contemporanee, si manifesta come una wunderkammer, un campionario di forme ispirate alla poesia e alla mitologia antica, ai viaggi e alle scoperte dell’epoca: decorazioni, corami, oggetti e animali si trasformano continuamente, generando un’atmosfera di stupore alla base del fascino che ha esercitato su chiunque abbia varcato la sua soglia dal XVI secolo a oggi.

“La metamorfosi, intesa come una interrogazione fondamentale sull’essenza della natura e sul senso dell’umanità, si presenta infatti come una linea narrativa al tempo stesso profonda e scherzosa, ironica e vertiginosa, sempre centrale, del progetto artistico di Giulio Romano a Palazzo Te.”.
STEFANO BAIA CURIONI

Il programma prende il via il 27 marzo 2024 con una valorizzazione del percorso di visita delle sale di Palazzo Te attraverso supporti informativi e un rinnovato sistema di illuminazione che sottolineerà i riferimenti alla metamorfosi presenti nel ciclo decorativo del Palazzo.

Le Metamorfosi di Ovidio, infatti, irrompono nell’architettura di Palazzo Te fin dalla prima stanza dell’appartamento “privato”, chiamata proprio Camera di Ovidio. Questo ambiente, la cui decorazione intreccia storie di sfida e di amore tra umani e dei, introduce all’idea che il palazzo si snodi come un labirinto di miti e racconti antichi, immagini di eroi e di amori, in un crescendo dove meraviglia, armonia, poesia e magia si sovrappongono.

L’antico ingresso pedonale della Loggia delle Muse, decorata ad affresco e stucco con le sette divinità femminili figlie di Mnemosine, era pensato come emblema e dichiarazione d’intenti, presentando Palazzo Te come luogo in cui l’arte domina incontrastata: qui sarà possibile rileggere la storia ovidiana di Orfeo ed Euridice, mentre nella Sala dei Cavalli ci si soffermerà sulle Fatiche di Ercole.

Nella Camera di Amore e Psiche, la più riccamente decorata, verrà esplicitata tutta l’articolazione narrativa: dal racconto dell’amore tra Psiche ed Eros illustrato sul soffitto, tratto dalle Metamorfosi di Apuleio, alle storie degli amori di Polifemo e Galatea, Venere e Adone, Marte e Venere, Bacco e Arianna, Pasifae e il toro, tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, e infine alla scena con Giove e Olimpiade, ispirata dalla Vita di Alessandro di Plutarco.

Il percorso di svelamento prosegue nella Camera delle Aquile, originariamente destinata a ospitare il letto di Federico II, dove le ricche decorazioni a stucco, affreschi, busti romani e marmi istoriati, incontrano il mito della Caduta di Fetonte dalle Metamorfosi di Ovidio. Naturalmente non poteva mancare la lettura della Camera dei Giganti, vertiginoso epicentro del palazzo in cui la battaglia tra Giove e i Giganti rapisce gli sguardi in un turbinio di sollecitazioni estetiche.

L’evoluzione del concetto di metamorfosi sarà indagata approfonditamente nel convegno internazionale di studi che si terrà il 21, 22 e 23 giugno con gli interventi, tra gli altri, di Christian Greco, Stéphane Verger, Annie Cohen-Solal, Raffaella Morselli e Lorenzo Giusti.

Il programma continua nell’autunno 2024 con la mostra Il labirinto di Picasso. Poesia, salvezza e metamorfosi, a cura di Annie Cohen-Solal e co-organizzata dalla Fondazione con il Museo Nazionale Picasso di Parigi, che aggiunge, attualizzandolo, un ulteriore livello di lettura e dialogo con il mito. Ricostruendo le ispirazioni che il Maestro spagnolo trova immergendosi nella poesia, da Ovidio ad Apollinaire, l’esposizione si concentra, tra ironia e angoscia, sulla potenza della trasformazione, la mortalità del desiderio e la possibilità di un suo riequilibrio nell’esperienza lirica, e suggerisce nuove letture anche dello spazio circostante.

Il percorso espositivo, allestito nelle sale Napoleoniche dal 5 settembre 2024 al 6 gennaio 2025, ripercorre la straordinaria avventura di un artista emigrato in Francia nel 1900 e stigmatizzato dalla polizia e dall’Accademia delle belle arti come straniero, anarchico e artista d’avanguardia fino al 1944. Accolto da un piccolo e generoso gruppo di poeti allora marginali, Picasso trova nella poesia la forza che gli permette di superare le molte difficoltà legate al suo status e di articolare un paradigma estetico fortemente favorevole al cambiamento e alla metamorfosi.

Fondazione Palazzo Te, Musei Civici con il Comune di Mantova e Palazzo Reale con il Comune di Milano hanno stretto un accordo di collaborazione culturale per promuovere le due mostre dedicate a Pablo Picasso. A Milano è in programma Picasso lo straniero, Palazzo Reale, 20 settembre 2024 – 2 febbraio 2025, co-prodotta con Marsilio Arte. Le due mostre, a cura di Annie Cohen-Solal con catalogo Marsilio Arte, nascono dalla collaborazione con il Museo Nazionale Picasso di Parigi. Ne emerge un Picasso ancora sconosciuto, in risonanza particolare con il nostro contemporaneo: il poeta e lo straniero. Con il biglietto di ingresso della prima esposizione i visitatori potranno accedere all’altra con il ridotto.

Il programma troverà il suo momento conclusivo nella primavera 2025 con la mostra Metamorfosi a Palazzo Te a cura di Claudia Cieri Via, che attraverso una serie di prestiti internazionali innescherà nuovi dialoghi tra il palazzo, Giulio Romano e altri maestri che attinsero alle storie senza tempo del mito traendone ispirazione

L’organizzazione dei temi su base annuale sollecita inoltre la collaborazione tra le istituzioni culturali del territorio e i suoi artisti per la realizzazione di programmi multidisciplinari che intendono rivolgersi a un pubblico il più possibile ampio e diversificato, declinati in proposte che spaziano dalle esposizioni ai concerti, dalle conferenze ai laboratori.

In quest’ottica, Fondazione Palazzo Te propone l’installazione Mutaforma di Dario Moretti, artista e direttore del Teatro all’Improvviso, e un ricco palinsesto di appuntamenti musicali e performativi, tra cui Metamorphosen di Strauss con Orchestra da Camera di Mantova, Metamorfosi notturne di Ligeti, Six Methamorphosis after Ovid di Britten, Music for eighteen musicians di Reich con MantovaMusica.

In programma anche l’ormai stabile appuntamento con la Scuola di Palazzo Te che, dopo Il Mestiere dell’arte a cura di Clarice Pecori Giraldi, propone Studiare Arte Patrimonio, analisi e storia a cura di Stefania Gerevini; e diversi laboratori residenziali di danza contemporanea e fotografia aperti a giovani artisti e agli studenti.

La stagione espositiva Palazzo Te. Il labirinto delle metamorfosi è promossa dal Comune di Mantova, prodotta e organizzata da Palazzo Te, con il contributo di Fondazione Banca Agricola Mantovana, in sinergia con Mantova città d’Arte e di Cultura.

Date
Dal 27.03.2024

Orari
lunedì: 9.00 – 18.30
martedì: chiuso
mercoledì – domenica: 9.00 – 18.30

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