La storia è oggetto di una costruzione il cui luogo non è il tempo omogeneo e vuoto, ma quello pieno di della presenza dell’”ora” (W. Benjamin, Tesi di filosofia della storia, 14)

 

La Scuola di Palazzo Te è dedicata alla conoscenza del patrimonio culturale e della contemporaneità, e alla preparazione di un’azione culturale capace di metterle in dialogo.
L’intenzione formativa della Scuola mette al centro la pratica artistica intesa come esercizio di facoltà educabili quali: l’attenzione, l’ascolto, la conoscenza, la progettazione e l’azione.

  • Attenzione: intesa come disponibilità a rivolgersi al reale, assumendolo nella sua presenza e nelle sue forme, e come capacità misurata e realistica di progetto.
  • Ascolto: è disponibilità a cogliere il senso della non riducibilità delle differenze, dei silenzi e delle difficoltà.
  • Conoscenza: è la capacità di restituire quanto attenzione e ascolto possono generare; la possibilità di offrire una qualificata istanza generativa per la progettazione e l’azione.
  • Progettazione e azione: inscindibili, sono i modi dell’opera. La possibilità che un essere umano persegua uno scopo, dedichi le proprie forze a un’opera che si costituisce nel presente, custodendo la tradizione e la storia come fuoco e atto culturale.

Obiettivo di tale esercizio è concentrarsi sui modi in cui la pratica artistica può operare nella relazione con il patrimonio, la tradizione e la storia, per suscitare – attraverso la propria e differente disciplina – capacità e azioni di progetto, dirette alla cultura, alla formazione, all’inclusione, alla possibilità di abitare il presente.
Obiettivo secondario è riflettere sul problema del rapporto tra qualità e condivisione sociale della progettazione culturale.
La Scuola di Palazzo Te è una scuola che dunque alimenta le capacità di progetto.
È rivolta a giovani che intendono sperimentarsi in un percorso di prossimità, di responsabilità e di applicazione, lavorando assieme a grandi maestri dell’arte contemporanea.

FARE ARTE

Tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri (G. Mahler)

 

Il progetto, alla sua prima edizione – FARE ARTE – si presenta come un percorso residenziale di 9 giornate a tempo pieno e frequenza obbligatoria dal 7 al 15 luglio 2018, con la partecipazione dei maestri Stefano Arienti, Mariangela Gualtieri e Virgilio Sieni, insieme al supporto di una unità di assistenza formativa offerta dai ricercatori di Palazzo Te.
La proposta è rivolta a un gruppo di 30 giovani (dai 25 ai 35 anni) operatori della cultura (artisti, organizzatori, architetti, musicisti, operatori sociali, insegnanti, …) che intendono sperimentarsi in un percorso di prossimità, di responsabilità e di applicazione.
Si prevede una struttura composta da momenti monografici, condotti dai singoli docenti a gruppi, momenti collettivi e momenti pubblici. I contenuti dei percorsi monografici, legati ai profili dei singoli maestri, sono oggetto di lavoro condiviso con gli allievi iscritti, attraverso un incontro preliminare a partire da aprile 2018.
Il lavoro non prevede output finali né diplomi, ma un attestato di frequenza.

Percorso residenziale di 9 giornate a tempo pieno e frequenza obbligatoria, gestito da Stefano Arienti, Mariangela Gualtieri e Virgilio Sieni, con il supporto di un’unità di ricerca e assistenza formativa offerta dai ricercatori di Palazzo Te.

DATE
7-15 luglio 2018
PARTECIPANTI
Gruppo di 30 giovani dai 25 ai 35 anni, operatori della cultura e del sociale (artisti, organizzatori di eventi culturali, architetti, musicisti, operatori sociali, insegnanti…)
MODALITA’ DI ISCRIZIONE
Ogni partecipante dovrà iscriversi compilando il BANDO e inviando LETTERA DI MOTIVAZIONE.
EYCH2018_Logos_Yellow-IT-72
“Il nostro patrimonio: dove il passato incontra il futuro”
Vi annunciamo con entusiasmo che la Scuola di Palazzo Te è stata riconosciuta dal Mibact tra le iniziative dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018.
Finalità dell’Anno europeo è incoraggiare la condivisione e la valorizzazione del patrimonio culturale dell’Europa quale risorsa condivisa, sensibilizzare alla storia e ai valori comuni e rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio comune europeo.
#Europeforculture #sharingheritage #Patrimonio2018
Momenti della presentazione con Stefano Baia Curioni che si è tenuta giovedì 25 gennaio 2018.

I MAESTRI

L’attimo creatore…è  quella scintilla che l’attenzione sollecita e prepara: come il parafulmine il fulmine; come la preghiera il miracolo…. Chiedere ad un uomo di non distrarsi mai, di sottrarre senza riposo alla pigrizia dell’abitudine, all’ipnosi del costume, la sua facoltà di attenzione, e chiedergli di attuare la sua massima forma (C.Campo, Attenzione e poesia, in Gli imperdonabili, Milano, 1987, pp 165-170).

STEFANO ARIENTI

“Il piacere della conoscenza nell’aula di pittura”.
Pratica quotidiana di pittura e varie tecniche grafiche, ma anche condivisione di saperi e ricerca di attitudini.

Autorevole esponente della scena artistica italiana contemporanea, è nato ad Asola, in provincia di Mantova e vive a Milano. Rielaborando materiali “poveri” e d’uso comune – tra i quali figurano di frequente la carta, i libri e le immagini tratte da cartoline, poster o fotocopie, come pure il polistirolo, la plastica, la plastilina, le stoffe – Arienti realizza opere che stupiscono lo spettatore, lo invitano a riflettere sul tema della “meraviglia” e ne sollecitano la partecipazione, anche attraverso la manipolazione.
Tra le numerose mostre alle quali ha partecipato, si possono citare la Biennale di Venezia (Aperto 1990, 1993); Biennale di Istanbul (1992); Cocido y Crudo, Museo Reina Sofia, Madrid (1994); XII Quadriennale di Roma, 1996 (primo premio); Fatto in Italia, Centre d’Art Contemporain, Ginevra; ICA, Londra (1997); Biennale di Gwangju (2008). Tra le personali più recenti: MAXXI, Roma (2004); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2005); Isabella Stewart Gardner Museum, Boston (2007); Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2008); MAMbo (con Cesare Pietroiusti, 2008); Palazzo Ducale, Mantova (2009); Museion, Bolzano (con Massimo Bartolini, 2011).

MARIANGELA GUALTIERI

E’ mio intento risvegliare l’attenzione dei ragazzi alla parola, alla potenza ed efficacia della parola, e in particolare al verso poetico, inteso come ambito in cui la parola è data nella sua massima energia ed efficacia. I capisaldi che indagheremo saranno dunque quelli che l’impresa impone: il respiro, la voce, la parola, il silenzio, la pulizia e la sospensione del pensiero, il corpo intero inteso come organo della vocalità, lo studium dei poeti, la melodia e la ritmica del verso, la scrittura. Tutto sarà elasticamente concertato con l’insegnamento degli altri docenti, al fine di un comune, eventuale  esito espressivo, e in ascolto delle particolarità del gruppo che si verrà a formare.

Poeta e drammaturga, comincia a scrivere versi in seno al Teatro Valdoca da lei stessa fondato insieme al regista Cesare Ronconi. Ogni allestimento di Ronconi la vede presente e partecipe, pronta a captare il giro di forze della scena e a dare ad esso parola. Fin dall’inizio cura la consegna orale della poesia – con letture di versi in Italia e in vari paesi del mondo – dedicando piena attenzione all’apparato di amplificazione della voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo. Collabora con musicisti e compositori – attualmente con Silvia Colasanti e con Stefano Battaglia. La sua attività pedagogica è ininterrotta, e si concentra soprattutto sull’ascolto e sulla resa orale del verso.

VIRGILIO SIENI

Le pratiche si rivolgeranno alla dimensione della tattilità come studio del corpo e dello spazio. Attraverso l’attenzione rivolta al sistema delle articolazioni integrato a esperienze sulla gravità e la trasmissione del gesto, verrà indagato come la memoria del gesto possa divenire uno spazio di consapevolezza nei confronti del corpo e dei luoghi.
Respiro, sguardo, tattilità, gravità, trasmissione del gesto, rappresentano i campi di studio che saranno percorsi nella relazione con l’altro allo scopo di creare delle “comunità del gesto” che fanno esperienza di ascolto e condivisione.

Fonda nel 1983 la Compagnia Parco Butterfly e nel 1992 la Compagnia Virgilio Sieni, imponendosi come uno dei protagonisti della scena contemporanea europea. Crea spettacoli per le massime istituzioni musicali italiane e vince numerosi premi (Ubu, Danza&Danza, Lo Straniero, Anct).
Nel 2013 diventa direttore della Biennale di Venezia – Settore Danza e viene nominato Chevalier de l’ordres des arts et de lettres dal Ministro della cultura francese.
Rappresenta l’Italia sia a Marsiglia Capitale Europea della Cultura 2013, con il progetto Arte del gesto nel Mediterraneo che coinvolge 160 interpreti provenienti da diversi paesi, sia a Bruxelles nell’ambito del Semestre Italiano di Presidenza dell’Unione Europea 2014, con il progetto Vita Nova, sull’iconografia  sacra, al Bozar Centre for Fine Arts. Nel 2015 realizza per la Fondazione Prada di Milano Atlante del gesto.
Avvia la collaborazione con il centro di ricerca Casa Paganini – InfoMus del DIBRIS (Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi) dell’Università di Genova, sulle esperienze cognitive dell’uomo.
Dal 2016 insegna all’Accademia di Architettura di Mendrisio, fondata da Mario Botta; nello stesso anno avvia il progetto Arte del gesto nel Mediterraneo – Accademia sui linguaggi del corpo e l’opera dei pupi in collaborazione con il Comune di Palermo e Mimmo Cuticchio, ideando un inedito percorso di formazione che indaga la relazione tra danza e opera dei pupi.